Magonza


Magonza
Il cerchio della vita

Spettacolo teatrale per bambini e adulti

 

Cos'è la morte ? Esiste una vita dopo la morte? Come si parla ai bambini della morte? Queste sono domande centrali dello spettacolo “Magonza” (elaborato da Evi Unterthiner, Claudia Bellasi e Jordi Beltramo, con la regia di Giovanni Zurzolo), nate da un confronto su questa tematica con i bambini delle scuole elementari.

Tre bambini, durante un funerale, si inventano la storia del Re di Magonza. La paura della Morte spinge il Re a ingegnarsi per catturarla e con l'aiuto dei due Saggi di Corte, riesce nel suo intento. Nei decenni seguenti il “vecchio” ordine delle cose perde significato ..il popolo non obbedisce più e si stanca della ripetizione continua della vita. Alla fine il Re decide di liberare la Morte perché capisce che essa è sorella gemella della vita e fa parte del ciclo naturale delle cose.
Lo spettacolo è plurilingue, ricco di comicità e immagini poetiche e tratta in modo originale di un tema tabù nella nostra società. Si fa a misura di bambino. Diverse interpretazioni trovano posto. Magonza non dà delle risposte, ma fa vedere a bambini e adulti che attraverso le storie possiamo portare la morte nella vita - e forse riusciamo così a toglierne un po' di terrore.

La scelta di parlare della Morte in uno spettacolo per bambini e la modalità con la quale è stato affrontato il tema, rappresenta una soluzione intelligente, nel senso non banale, simpatica e provocatoria. Ritengo indispensabile la qualità della provocazione nel lavoro del teatrante, attore sociale, che ha il compito di risvegliare le coscienze, di promuovere la riflessione.

Lo spettacolo “Magonza” risveglia l'adulto dal torpore e accompagna il bambino con leggerezza magica in un viaggio di Vita e di Morte e come in tutti i viaggi esistenziali c'è l'incognita, il mistero, la paura e la magia.

Lo spettacolo non risulta mai banalmente consolatorio, ma piuttosto poetico, uno sguardo sulla realtà e sulle fragilità, delicato e amorevole.

“Comicita’ coinvolgente e sdrammatizzante. Davvero educativo e fonte di riflessione per tutti.
Bravissimi gli attori”

Uno spettacolo che trasuda postmoderno senza indugi per il sepolcrale (Tanatos Review)

Oggi che la morte è un tabù occorrono sempre più traghettatori coraggiosi nel mondo del simbolico e gli attori di magonza lo sono, facendoci anche sorridere. (Il Caronte)

indispensabile vederlo per chi vuole morire in santa pace (Cerbero Art)

Ci sono spettacoli che scorrono senza lasciare tracce mentre magonza è un fiume di tracce da seguire fino in punto di morte questo (Il fatto dello stige)

cosa sappiamo della morte? nulla!
così questo spettacolo pone l’accento su un paradosso: tutti ne hanno paura ma nessuno ne può parlare, anzi oggi l’assioma è nessuno ne vuole parlare perché tutti ne hanno paura. in altre parole, che sono poi le parole di uno dei protagonisti: “nessuno vuole bene alla morte”.

ecco un primo merito, fare della morte un soggetto di uno spettacolo senza paura.
il secondo merito è che questo spettacolo è adatto a tutti, da 0 a 90 anni…

si tratta di linguaggio, anzi di linguaggi visto che lo spettacolo è un esaltazione del postmoderno.
Lo spettacolo non è comico, ma è pieno di contraccolpi comici. Lo spettacolo non è drammatico, ma ci sono passaggi in cui non si può non provare commozione. così che non c’è soluzione nell’affrontarlo scegliendo di vedere un genere, bisogna accettare di essere presi per mano anzi di essere interrogati a cercare una soluzione che ci possa far accettare la morte. Video

 

 

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